Mongolia vivere con le famiglie nomadi, nel deserto del Gobi e nelle tipiche yurta.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi, è questa la nuova avventura delle nostre Animerranti, che vi portano alla scoperta della splendida terra Mongola, in un tour di oltre 2.800 Km, da Ulaan Batar fino all’entroterra, attraversando il deserto del Gobi.

In questa prima tappa del nostro viaggio nel mondo, che ha avuto inizio esattamente un mese fa, vi mostreremo cosa vuol dire vivere con le tipiche nomadic family (famiglie nomadi) e nelle tradizionali Yurta (case/tenda), in questa splendida terra tutta da scoprire.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Ma chi sono le “Nomadic Family”? Come vivono, dove vivono e cosa significa vivere con loro?

Mongolia vivere con le famiglie nomadi

Le famiglie nomadi

Ed eccoci qui, finalmente giunti in questa splendida terra chiamata Mongolia.
Una terra che può mostrarti e insegnarti così tanto, se solo gliene darai la possibilità.
Qui le persone vivono una vita semplice, fatta di poche cose, dello stretto indispensabile.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia. Cavalli

E’ abitata per lo piú da famiglie nomadi, che vivono nel bel mezzo del nulla, fra kilomentri e kilomentri di terra, deserto e steppa.
Vivono in “case/tenda portatili” chiamate Gher, e che montano e smontano continuamente, spostandosi da un posto all’altro a seconda del clima e delle temperature, per garantire la sopravvivenza della propria famiglia, della propria mandria e del proprio gregge.
Tutto quello che hanno è dato da ciò che possono portarsi con se durante gli spostamenti; non c’è spazio per cose superflue.
Un po’ come noi backpackers, che abbiamo uno zaino come unico armadio.

**Curiosità**

Le porte delle Gher sono rivolte verso sud/sud-ovest, per proteggersi dai forti venti della Siberia che arrivano dal nord.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi: una sola terra, di tutti e per tutti: vivere senza confini

Le famiglie nomadi mongole non hanno confini; non ne hanno bisogno.
Il loro concetto degli spazi è completamente diverso dal nostro, perché per loro la terra è un bene prezioso, ed è di tutti è per tutti, ed è gratuita.

La terra è così tanta ed immensa che chiunque può prenderne quanto ne desidera e scegliere di vivere dove vuole;

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia. Le “strade”

che sia nel deserto o in cima ad una vetta, che sia di fianco ad un lago a valle o nei pressi di un pozzo… e state certi che, dovunque siano, godranno di una veduta straordinaria, fatta di kilomentri e kilomentri di panorama.
Il primo “vicino di casa ” può distare anche 10 km…

Gli animali vengono lasciati liberi al pascolo, perché nessuno farà loro del male, né li sottrarrà ai proprietari.

Cavalli, cammelli, pecore, capre, yak, vengono tenuti liberi; certo c’è il rischio che qualcuno di essi possa perderersi o ferirsi, o restare indietro; ma è questo il rischio della libertà.

Ed è proprio vivendo in una gher, nel bel mezzo del nulla, che si puó assistere alla magia.
Perché è alle 20 in punto, quando cala la notte, che l’intero cielo viene pezzato di milioni di stelle; nessuna luce disturba lo scenario, ne vicina ne lontana, e si può ammirare un cielo stellato per tutti i 180° visibili all’occhio umano.
Ed è allora, che avviene l’incanto;
è come stare al centro dell universo la cui volta stellata inizia e finisce ai confini della terra.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia. Cielo stellato

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi: “Vivere senz’acqua”

Immaginate di acquistare una tenda da campeggio, solo un po’ più grande e resistente, e di piazzarla poi nel bel mezzo nel nulla, ogni volta in un posto diverso, per anni ed anni…
Ecco, è proprio così che avviene per le nomadic family.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia. La tipica Yurta

Piazzando le loro “case” ogni volta in un posto diverso, gli abitanti delle famiglie nomadi non posso concedersi il lusso di docce calde, né tantomeno fredde, perché nelle gher non vi è acqua corrente.

 Per reperirla devono fare grandi scorte, acquistandola o pompandola manualmente dai pozzi scavati fino al sottosuolo.

Tutta l’acqua che riusciranno a procurarsi dovrà bastare fino al prossimo carico.
L’acqua è quindi per loro un bene prezioso, è non ve ne si può sprecare neanche una goccia.
Non vi è spazio per rubinetti lasciati aperti tutto il tempo mentre si lavano i piatti, viene bensì riempita un’unica ciotola di acqua bollente, e con quella stessa acqua verranno lavate tutte, ma proprio tutte, le stoviglie della giornata.
I vestiti vengono usati più e più volte, anche per settimane intere, prima di essere lavati.
E le coperte… forse una volta all’anno, in primavera.
Abbiamo ammirato donne lavarsi capelli lunghi fino al bacino usando un piccolo ciotolino; e donne lavare “le interiora e le budella”, (si, avete letto bene, le interiora e le budella) di una pecora appena uccisa con un solo mestolo d’acqua.

Ma vivere senz’acqua non è solo questo.

La parte piú dura è stata scoprire che le famiglie nomadi non hanno bagni; non come li intendiamo noi almeno.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia vivere con le famiglie nomadi: I bagni

La loro toilette è data da un buco nel terreno sul quale vengono poggiate due assi di legno, e lasciato uno spazio vuoto al centro; il tutto viene poi circondato da qualche staffa di legno, talvolta addirittura senza tetto. I bisogni vengono fatti lì, in quel buco, in piedi, senza confort né comodità, avvolti dal “profumo” emanato dal buco sotto i piedi, simile a quello di un bagno sporco in cui non si è mai tirato lo sciacquone.

Ovviamente, guardando verso il basso, nel buco, è possibile ammirare mesi e mesi di… avete capito!
Quando la fossa è quasi piena, viene coperto di terra e ne viene scavata una nuova.
Una vita dura penserete voi, ed è vero; ma almeno così facendo, con il loro stile di vita, provvedono alla tutela e alla salvaguardia del pianeta, senza inquinare i mari del mondo con rifiuti organici e chimici come invece facciamo noi occidentali.
L’acqua è un bene prezioso, e non va sprecato; loro lo hanno capito.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi: siamo nel bel mezzo del nulla; addio comfort!

Avete presente tutte quelle piccole comodità che rendono la nostra vita “migliore”, ma che neanche più notiamo o apprezziamo, perché le diamo per scontate?

Ecco, avrete modo di “rivalutarle” ad una ad una, dopo aver vissuto in una gher.
Piazzate dovunque e nel bel mezzo del nulla, le nomadic family non hanno elettricità, se non quella fornita da un generatore portatile (lí dove lo abbiano) e che va usata per l‘essenziale, senza sprechi.
Provate ad immaginare a tutto ciò che usate 
e che comporta l’uso della corrente elettrica, diretta o per la ricarica, e poi… eliminatelo.

Non hanno apparecchiature elettroniche come computer, televisori, microonde;

non hanno internet, e non sono raggiunte neanche dalla rete gsm per il cellulare;

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia. Campo di una famiglia nomade visto dall’alto

ovviamente non hanno neanche una lavatrice, nè un frigorifero; la carne, che rappresenta una delle pietanze principali della loro dieta, viene “conservata al fresco”, dentro o fuori la gher, semplicemente appendendola alla parete.
I letti sono fatti di legno, ed i materassi…anche; niente lattice, o memory foam, e neanche molle, ma proprio legno.
Sono quasi completamente fuori dal mondo e da ciò che in esso accade, perché non possono reperire notizie dai telegiornali o giornali.

Vi è un unico abito tradizionale da indossare durante le giornate di festa; ma per il resto dei giorni dell’anno, non si usano abiti alla moda o tacchi a spillo, bensì vestiti pratici e comodi per la cura degli animali e le faccende domestiche;
Ma è proprio grazie al loro “essere isolati” che riescono a vivere una vita “autentica”, in cui seguono solo le loro volontà, senza farsi condizionare dalle aspettative nè dai giudizi altrui; quando si sta da soli, nel nulla, non si teme il giudizio altrui.

Non vi capiterà neppure di assistere alla tipica scena di persone con lo sguardo fisso sul cellulare, insieme ma comunque “soli”; senza internet, gli abitanti delle gher impiegano il loro tempo libero passeggiando, cavalcando, scrivendo, disegnando, cucinando… e dialogano fra di loro, sempre.

 I bambini non hanno playstation, wii o xbox, e neanche tablet; li vedi sorridere felici anche solo per un disegno, o giocare a giochi semplici e arrangiati, come i “salti sulle ruote” o “il lancio dei sassi”.
È una vita semplice, fata di poche cose e dello stretto necessario; ma se riuscirai ad aprire gli occhi e “guardare” realmente, mettendo da parte ogni pregiudizio, potrai vedere tutto lo splendore che vive in essa; e fidati, ne sarà valsa la pena

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi: una triste e dura realtà

E con un dolore al cuore che devo ammettere di essermi quasi abituata a queste tristi, dolorose e orrende scene a cui sto assistendo quotidianamente.

È stata dura apprendere ed accettare l’idea che qui sia “normale” tutto questo; che sia normale trovare lungo le strade animali morti dalla sete, nel vero senso della parola.

Purtroppo, è proprio questo uno dei problemi più grandi che affligge il sud del paese: la scarsità di acqua.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi:

Mongolia: carcassa con avvoltoi

Percorrendo le strade della Mongolia che conducono da Ulaan Batar fino al deserto del Gobi, quasi tutte completamente desertiche, ci si imbatte costantemente in carcasse di animali morti di stenti: cavalli, mucche, pecore, e perfino cammelli.

Carcasse circondate da avvoltoi, intenti a cibarsi di ciò che resta di quella che un tempo era una vita.

È il ciclo della vita, penserete voi; e avreste ragione.

Avreste ragione se non fosse in realtà dell’uomo la colpa di tutto questo, perchè sono circa 30 anni che un’azienda Australiana costruita proprio qui, nel bel mezzo del deserto, sta prosciugando tutta l’acqua presente, pur di estrarre l’oro presente nel sottosuolo.
Acqua che servirebbe al popolo ed agli animali per vivere, e non dovrebbe essere sprecata dalle compagnie milionarie per arricchirsi ulteriormente, o per concedere ai facoltosi di possedere un gioiello in più sul dito.

Ed è ancora più triste parlare con gli abitanti di questa terra e vederli sofferenti, e impotenti; si sentono abbandonati dal loro governo, che continua ad elargire concessioni nell’estrazione dell’oro, piuttosto che tutelare le vite delle persone.

Smetteremo mai di distruggere il nostro pianeta per la brama di potere?
Capiremo mai che la natura va tutela e protetta, e non usata e deturpata?
Inizieremo mai a costruire un futuro migliore, piuttosto che arraffare come degli ingordi tutto ciò che possiamo oggi, senza pensare al domani?

Mongolia vivere con le famiglie nomadi: la felicità nelle piccole cose

E poi ci sono quei giorni in cui non sei tu a trovare la felicità, ma lei a trovare te; oggi, per noi, la felicità ha il volto di questo cucciolo di cammello.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia: cucciolo di cammello nel deserto.

Lo abbiamo trovato lungo la strada, nel bel mezzo del nulla, mentre attraversavamo il deserto del Gobi.

Se ne stava steso in terra, inerme, senza energie; forse smarritosi dal gruppo durante la notte, chi sa quanti giorni prima.
Inizialmente non voleva accettare l’acqua in nessun modo; forse si era ormai lasciato andare al suo destino, e continuava a voltare il capo dal lato opposto pur di non bere.
Poi… si è convinto  
Non saprei descrivervi quanto ci abbia emozionati vederlo accettare l’acqua; e i nostri sorrisi sono poi diventati di vera e propria gioia quando finalmente è riuscito anche ad alzarsi, fra un sorso e l’altro.
Non saprei dirvi quanti litri sia riuscito a bere di fila senza interruzione, tanti sicuramente; ma questo ci fa sperare che abbia ripreso a lottare per vivere, e che forse potrà ritrovare la strada di casa…

Per noi questa è stata un’esperienza magnifica e che non dimenticheremo.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi: cosa si mangia oggi? Riso, carne e latte, o latte, carne e riso?

Verso le 19:30 ci si riunisce nella gher-cucina, per cenare tutti insieme.
I familiari o amici si dispongono sulla sinistra, gli ospiti sulla destra (è quello il lato a loro riservato), mentre i padroni di casa nei posti riservati ai membri onorari, ossia al centro.
Il piatto servito, cosi come la bevanda, va sempre accolto con la mano destra. E tutto si porge e accoglie esclusivamente ai lati dei due pilastri portanti della gher; non si passa mai al centro di essi, ne si passa nulla.

A differenza di noi Italiani, che godiamo di una meravigliosa “scaletta” di varie portate (antipasto, primo, secondo, contorno, pane, dolce, frutta), in Mongolia vi vedrete porgere sempre UN PIATTO UNICO, con all’interno tutte le portate.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia vivere con le famiglie nomadi: carne e riso con bevanda ti latte e té.

Mangiano sempre, sempre, sempre carne!
La troverete in qualunque cosa: tagliata a pezzetti, sfilettata, tritata, o in qualunque altro modo.

Non mangiano pasta, almeno non come la nostra di farina di grano duro, ma usano invece riso e noodles (che possono somigliare ai nostri spaghetti, ma differiscono completamente in quanto fatti con farine diverse, da quella di riso a quella di grano tenero, più uova e acqua).

Il loro “pane” tradizionale, e qui vi stupirete, è invece… la pizza fritta!
Proprio così; fanno delle frittelle di impasto cresciuto, e lo usano come pane, specialmente a colazione accompagnato con burro fatto in casa.

Niente acqua, birra o vino; ma è bensì il Suutei tsai ( tè nero con latte) la tipica bevanda mongola con cui accompagnano tutti i pasti, dalla colazione alla cena;
ve lo vedrete offrire anche nelle gher delle nomadic family, come benvenuto, insieme ai Tsagaan, “spuntini” derivati da yogurt, formaggi e latte fermentato.

**Curiosità**
Ma perché i mongoli mangiano così tanta carne e bevono così tanto il latte?

Beh, lo fanno perché sono questi gli unici due alimenti “sicuri” che tutte le famiglie nomadi posseggono tutto l’anno.
Questo perché, essendo un popolo nomade che si sposta continuamente, non possono coltivare la terra, non ne hanno il tempo, e sono pertanto rimasti uno dei pochi popoli al mondo esclusivamente allevatori;
la loro dieta alimentare è quindi basata principalmente su queste due pietanze principali, la carne ed il latte, entrambe fornite dagli animali da allevamento.
Idem per le bevande; di acqua ne hanno poca, ma di latte ne hanno in abbondanza.

In media, ogni famiglia mongola “normale” possiede almeno dai 100 ai 1.000 animali (fra cavalli, mucche, capre, pecore, iak e cammelli) che vengono munti quotidianamente. Si prendono cura dei loro animali come se fossero il tesoro più grande; e lo sono! Perché è grazie a loro che riescono a vivere e sfamarsi.

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia vivere con le famiglie nomadi: rituale

Uccidono gli animali solo per la loro sopravvivenza, non per sfizio o divertimento; e lo fanno con incredibile normalità ed eleganza.
Non gettano neanche un pezzetto del corpo appena sacrificato: la carne migliore viene cucinata per prima (o, se vi è la possibilità, venduta al mercato); anche le interiora e l’intestino vengono cucinate e mangiate;
e la pelle sarà invece usata per creare i teloni delle gher, o l’abbigliamento caldo per combattere il gelo degli inverni, in cui raggiungono anche i -30°.

Alcune specialità tipicamente Mongole sono:
I buuz (conosciuti anche in cina con il nome di dumplings) ossia una sorta di ravioli enormi ripieni di carne tritata aromatizzata con pezzetti di cipolla, aglio e spezie varie; sono cotti al vapore, e fatti con un semplice impasto di sola acqua e farina, squisiti.
I Khuushuur, uguali ai buuz, ma fritti invece che bolliti.
Le polpette di riso, fatte con carne trita e riso, accompagnate da una salsa aromatizzata; buonissime anch’esse.
I noodles saltati in padella con carne, patate e carote.
E le zuppe, tantissime zuppe; principalmente in brodo con carne, carote e patate, oppure zuppe di latte con carne e noodles.

Buon appetito 

Mongolia vivere con le famiglie nomadi: ma i bambini delle nomadic family vanno a scuola?

Certo che ci vanno! ed anche in Mongolia la scuola inizia a settembre e termina a giugno!

I bambini iniziano ad andarci a circa 6 anni (non esiste l’asilo).

Ovviamente le scuole si trovano solo nei centri abitati e nei villaggi, non certo nel deserto o nel bel mezzo del nulla, dove vivono invece le famiglie nomadi.
I genitori sono quindi costretti ad “affidare” i propri figli alle scuole, e lasciarli lì tutto l’anno; i bambini vivranno nei dormitori scolastici (simili ai nostri vecchi collegi) o, se sono estremamente fortunati, con i loro parenti trasferitisi in città, e potranno tornare a casa solo poche volte l’anno, fra cui le vacanze estive ed invernali.

Con la partenza dei figli a settembre, i genitori resteranno soli e impiegheranno tutti i mesi autunnali lavorando duramente, ma realmente duramente, per prepararsi ad affrontare l’inverno; dovranno provvedere a tutto ciò che occorrerà per superare i freddi mesi invernali, dai formaggi alle stalle per gli animali, dalle gher alle conserve.
E poi, giunto l’inverno, potranno rilassarsi.

I tre mesi invernali, infatti, sono considerati come mesi di “ferie”, in cui i mongoli possono riposarsi e dedicarsi completamente al relax ed al benessere della propria salute e del proprio corpo.
(Con -30° fuori dalle gher, sarebbe difficile pensare di poter svolgere una qualunque tipo di attività).

Il lavoro riprenderà duramente in primavera, quando vi saranno le innumerevoli nascite dei nuovi membri del gregge o della mandria.

Potranno poi rilassarsi nuovamente quando sarà giunta l’estate, ed i ragazzi torneranno a casa, aiutandoli così i genitori nei lavori quotidiani.

Per vedere con i tuoi occhi cosa significa “vivere con una nomadic family mongola”, guarda i video: 

Mongolia Vivere con le famiglie nomadi

Mongolia vivere con le famiglie nomadi di Animerranti

Ringraziamo di vero cuore la nostra meravigliosa guida Uka Urna che ha saputo farci vivere le esperienze più vere ed autentiche che avessimo potuto immaginare; insieme al simpaticissimo Bat ed al nostro autista Damba, che ci ha condotti nei meandri del deserto, senza perdersi.

Ma sopratutto tutte le famiglie nomadi che ci hanno accolti e ospitato calorosamente, come fossimo vecchi amici e non semplici viaggiatori, e ci hanno mostrato pregi e difetti delle loro incredibili vite, senza pregiudizi.

Un ringraziamento in particolare va ad alcuni degli sponsor ufficiali, fra cui:

E se anche tu ami viaggiare e vuoi condividere le tue esperienze di viaggio, esporre i tuoi dubbi, o semplicemente trovare l’ispirazione, visita la pagina Facebook Animerranti e il canale Youtube.

Scritto da Annalisa Galloni

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Annalisa Galloni

Da sempre amante dei libri e della scrittura, inizia la sua carriera giornalistica nel 2015, come pubblicista e foto/video reporter. Famelica viaggiatrice, appassionata di fotografia, natura, trekking, viaggi e sport estremi, ha ritrovato l’unione di tutte le sue passioni nel ruolo di giornalista e copywrite. “Vivi in modo che tu possa desiderare di tornare a vivere.” Cit. FWN

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